Tutti i segreti sulle piante grasse e la loro bellezza senza tempo

Pianta succulenta in fioriera

C’è chi le ama per le forme strampalate e chi perché facili da curare. Chi ne ama i fiori e chi ne preferisce le spine. Quel che è certo, è che non smettono di affascinare con il loro aspetto evocativo, che rimanda ai deserti americani e africani o agli scogli del mediterraneo.

Le piante grasse danno un sapore selvatico alle nostre decorazioni floreali e quando vengono scelte con cura, possono rappresentare quel dettaglio ricercato e vincente nella decorazione della nostra casa o del nostro giardino. 

Ma siamo veramente sicuri di sapere tutto, sul loro conto e che sia davvero così semplice come dicono, tenerle in buona salute? Eccoti tutte le informazioni utili per prenderti cura delle tue piante grasse e per sfatare qualche mito e leggenda sul loro conto.

Un po’ di curiosità

Innanzitutto, le piante capaci di immagazzinare e conservare a lungo l’acqua andrebbero indicate col nome più appropriato di succulente. Sono state definite grasse, nell’uso comune, in riferimento al tipico rigonfiamento dovuto all’acqua custodita al loro interno, ma l’aggettivo sarebbe scientificamente improprio. 

Fin dalla notte dei tempi, i popoli nativi dell’America centro-meridionale hanno avuto una sorta di venerazione per questo tipo di pianta, considerata magica e curativa. Nella storia le abbiamo usate veramente per tutto: ne abbiamo estratto liquidi da bere o da cui ricavare medicamenti, le abbiamo usate come combustibile o ne abbiamo sfruttato le spine per farne recinzioni rudimentali. 

Ma incredibilmente, le cose non sono oggi tanto diverse dal passato. L’aloe è al centro di un fiorente mercato per le sue proprietà salutari e cosmetiche. Le fibre dell’agave vengono utilizzate per realizzare la tequila e creare i famosi cappelli panama che abbiamo sempre creduto essere fatti di paglia! Addirittura, c’è chi dice che la Crassula sia capace di limitare le radiazioni elettromagnetiche dei telefonini e di altre tecnologie ultramoderne.

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Sfatiamo un piccolo mito

Tutti credono di sapere una piccola verità sulle piante grasse: sarebbero facilissime da coltivare. Ma è davvero così? Certo, hanno grandissime capacità di adattamento e non richiedono annaffiature costanti o potature. Si tratta pur sempre di organismi viventi, però, e anche per loro bisognerà fare attenzione ad assicurargli le migliori condizioni ambientali, affinché prosperino come sperato.

La luce

La luce è importantissima per il benessere di queste piante. Sono originarie di terreni aridi e desertici dove il sole regna sovrano, si sono quindi sviluppate in milioni di anni, beneficiando dell’esposizione diretta alla luce del sole. Sarà fondamentale continuare a dargli questa opportunità, mettendole in una zona soleggiata del giardino o del terrazzo. Se tenute in casa, bisognerà fare in modo che ricevano quanta più luce possibile anche attraverso le finestre. 

Attenzione però, nelle zone aride il caldo del giorno viene sempre compensato dalla forte escursione termica della notte. Il calo brusco delle temperatura fa sì che le piante mantengano sempre una temperatura stabile a metà strada. Nei mesi estivi, quindi, quando la notte nelle zone temperate non è molto più fresca del giorno, bisognerà evitare il surriscaldamento delle piante, mettendole al riparo dal sole per qualche ora. D’inverno, sia nel loro habitat originario che nelle nostre coltivazioni, resisteranno bene al freddo andando in riposo vegetativo ma anche in quel caso si dovranno evitare gli eccessi ricorrendo a serre o a ripari interni.

Annaffiatura

Sul loro fabbisogno idrico circolano leggende di ogni tipo. C’è chi pensa non vadano annaffiate mai e chi invece le innaffia troppo. In realtà non esiste una risposta univoca. La frequenza dell’annaffiatura dipende largamente dal clima in cui vengono coltivate

In condizioni normali, le precipitazioni tipiche di un inverno in zone temperate saranno più che sufficienti a tenere in salute le succulente, mentre in estate basterà un’annaffiatura settimanale, oltre a una leggera umidificazione, quando le temperature dovessero superare i 30°c. 

In zone poco piovose anche nei mesi freddi, o nei rari casi di lunga siccità bisognerà integrare l’apporto d’acqua, così come andrà evitata l’annaffiatura per qualche giorno, in caso di forti rovesci estivi. 

Come vedi, anche in questo caso sarà importante che il tuo pollice verde faccia la tua parte!

Il terreno

 

Anche la composizione del terriccio è fondamentale, nonostante il fatto che, dopo aver piantato la tua coltivazione, non dovrai poi effettuare grossi lavori di manutenzione.

Sarà importantissimo assicurare alle piante un terreno ad alto assorbimento, molto leggero friabile e permeabile. Non potrebbero sopportare acque stagnanti. Favorisci la circolazione dell’acqua e scongiura il compattamento eccessivo del terreno intramezzando sassi e sabbia spessa tra i vari strati di terreno. Insomma, l’obiettivo è soltanto far fluire l’acqua nel terreno: sarà la pianta a prelevare e immagazzinare quello che le serve.

 

Ora sai veramente tutti i trucchi per stupire amici e parenti con la tua nuovissima coltivazione di piante grasse: quindi buon divertimento e buon lavoro!

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